Battesimo

La formazione delle coppie che chiedono il battesimo per i propri figli si realizza, al momento, su quattro incontri, di cui 2 più prettamente catechetici e 2 fondati, uno su incontro con un sacerdote del presbiterio parrocchiale presso l’abitazione della coppia e, l’altro, inerente alle modalità tecnico-liturgiche per lo svolgimento del battesimo. Quanto ai due incontri catechetici, essi si snodano su due direttrici fondamentali: il tema della preghiera e la centralità della Chiesa nella vita del cristiano. Il primo tema prende l’abbrivio dalla necessità ontologica, di ogni uomo – al di là della sua posizione nei confronti della Chiesa (credente più o meno praticante, lontano o addirittura molto critico nei confronti della struttura ecclesiale e/o della dottrina che da essa promana) – di sentire/avere una relazione più o meno occasionale, più o meno strutturata, con un Essere Ultraneo, che possiamo chiamare Dio. La realtà di detta relazione è esperienza comune, al di là delle modalità e dell’intensità, di tutte le persone ad oggi incontrate nella formazione per i battesimi dei loro figli, quale che sia la posizione che possono avere nei confronti della Chiesa intesa sia come gerarchia sia come dottrina che da essa promana. Partendo da una favola di Tomas Spidlik, in cui si narra di uno specchio magico capace di mettere a nudo una persona, nella sua interiorità, quando vi si riflette dentro, si chiarisce – sulla scorta di quanto ci dice S. Paolo nella lettera agli Ebrei – che detta capacità taumaturgica è propria della Parola di Dio. La preghiera, allora, come capacità di “conoscere sé per conoscere Dio”, come disse Dio Padre a Santa Caterina da Siena (vds. “Il Dialogo della Divina Provvidenza”), ha come via privilegiata per far accedere l’uomo al proprio cuore e al Dio che in esso risiede, la preghiera con la Parola di Dio. A tal fine, vengono invitati i genitori – per avviare o proseguire detta esperienza – agli incontri del 1° Venerdì del mese, alle ore 21.00 in Parrocchia, dove preghiamo insieme con il metodo della Lectio Divina che, si ricorda, non è esegesi biblica ma, fondamentalmente, esperienza personale dell’incontro con il Dio vivente attraverso la Parola di Dio. Il secondo tema/incontro, invece, è focalizzato sulla Comunità cristiana, come dovrebbe essere e di cosa dovrebbe alimentarsi, anche qui prendendo spunto da quanto ci indica la Sacra Scrittura. In particolare nel Libro degli Atti, di San Luca Evangelista, al capitolo 2° versetto 42, ci vengono indicati i quattro capisaldi che “fanno” la comunità cristiana; “l’insegnamento degli Apostoli (oggi il Magistero della Chiesa), la comunione fraterna (tema della condivisione nella carità), la frazione del Pane (l’Eucarestia) e le preghiere”. In questi capisaldi i primi cristiani erano “assidui”, ci dice San Luca. Nel corso dell’incontro si cerca di dare un fondamento unificante a tali elementi che ci fanno, di fatto, tutti assieme essere Chiesa. Questi 4 punti, peraltro, i genitori che chiedono il battesimo per i loro figli, s’impegnano a far conoscere e far amare alla prole loro affidata da Dio, e di questo loro “insegnamento/non insegnamento”, saranno un giorno chiamati, da Dio stesso, a rendere conto. Via maestra all’insegnamento, come per ogni ammaestramento, è chiaramente l’esempio di vita nel quale i figli dovrebbero potersi rispecchiare. Anche per la difficoltà a vivere ciò che crediamo e trasmettiamo, la comunità ecclesiale – che è una comunità di credenti in cammino – vuole/deve essere il luogo della crescita nell’autentica vita cristiana, fatta di fede, in parole ed opere.