La Chiesa

La parrocchia di S. Lucia a Piazza d’Armi fu eretta sotto il pontificato di Papa Pio XI, con decreto del Cardinale Vicario F. Marchetti Selvaggini, il 30 settembre 1938 e fu affidata al clero diocesano di Roma.

L’edificio, su progetto dell’architetto Tullio Rossi, è a pianta basilicale, a tre navate, con colonne forti e imponenti che invitano chi entra ad inoltrarsi sino all’abside ottagonale. Questa è delimitata da un arco, elegante e sobrio nella sua semplicità, che ne accentua la profondità.

La copertura è retta da capriate in cemento. Oggi, entrando dal fondo ci si trova di fronte ad un’aula sobria, luminosa e accogliente.

Il pavimento in marmo di Trani è attraversato longitudinalmente da un “guida” di granito rosso che invita ad entrare.

L’Ambone

L’importanza della parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata, e verso il quale, durante la liturgia della Parola, spontanemente si rivolga l’attenzione dei fedeli.

L’ambone di S. Lucia è posto al termine del percorso sopraelevato del diacono che vi reca l’evangeliario dall’altare.

Il simbolismo antico vedeva nell’ambone il sepolcro vuoto di Cristo, luogo dal quale parte l’annuncio pasquale della Chiesa. Esso quindi non è un leggio, ma un monumento che richiama ai credenti il “vuoto” lasciato da Gesù risorto e che nella storia è supplito dalla voce ecclesiale, resa fedele dalla lettura della Bibbia e sempre viva per la presenza dello Spirito Santo. L’ambone sottolinea, nella struttura marmmorea, la realtà della mensa sulla quale viene distribuita la Parola di Dio e rimanda alla seconda mensa, quella dell’altare.

Il Presbiterio

Costruita prima del Concilio Vaticano II, la chiesa di S. Lucia ha subito, negli ultimi trent’anni, i necessari adattamenti alla riforma Liturgica promossa, in particolar modo nella zona presbiteriale relativamente alla collocazione dell’altare, del tabernacolo e dell’ambone.

Il granito circonda il nuovo presbiterio. Proiettato in avanti rispetto all’arco, il piano della chiesa viene ad accogliere gli “spazi rituali” della celebrazione liturgica.

L’organo collocato sul fondo dell’abside, è seminascosto da un fondale a doppio arco che incornicia un crocifisso, pregevole opera dello scutore Francesco Nagni.

Questa sistemazione garantisce un funzionale rapporto fra la navata, dove si dispone l’assemblea, e il presbiterio nel quale operano i ministri. E’ necessario che la disposizione generale del luogo sacro sia tale da presentare l’immagine dell’assemblea riunita, consentire l’ordinata e organica partecipazionedi tutti e favorire il regolare svolgimento del compito di ciascuno.

La Cappella dell’Adorazione

Il 31 gennaio 1999, alla presenza di Sua Eccellenza Mons. Pietro Marini, è avvenuta la benedizione della nuova Cappella dell’Adorazione: uno spazio che comprende un grande mosaico, opera di Silvio Alessandri, il quale ha saputo rendere suggestiva l’atmosfera dell’insieme. Secondo l’artista, la superficie quadrata della parete ha suggerito la suddivisione a scacchiera di quattro spazi contrastanti dove, centralmente, egli ha focalizzato la presenza del Corpo di Cristo mediante un ovale luminosissimo al quale di collegano gli angeli di Scorzelli. Fusti di vite con frutti e fglie decorano l’intero spazio parietale.

Il mosaico è in tessere di marmo policromo tranciate manualmente: ne è risultata un’opera vibrante che, a seconda della luce, diventa addirittura gioiosa.

Nella Cappella ogni elemento è significante fino all’evidenza partendo da un pensiero centrale che diventa dominante. E il pensiero centrale è che l’Eucarestia è la cosa più preziosa per noi perchè è Dio.

La statua di Santa Lucia

La scultura di Francesco Nagni parte da un principio molto evidente: nessun gioco e nessuna avventura. L’arte impegna totalmente l’uomo e ogni estrosità è punto di debolezza quando ha lo scopo di meravigliare. Nagni non ricerca, infatti, lo stupore; la sua visione d’arte si muove in quella cerchia di nobilità delle forme che risponde, prima di tutto, a un forte amore e alla nobilità dell’anima.

La nuova sistemazione, sul fondo della navata di destra, è valorizzata da una grande aureola di luce a significare lo splendore della verginità della Santa; questa forma a uovo (simbolo di vita) esplode a raggera come un sole; all’interno dell’ovale un motivo stellare con tonalità rosse ricorda le spine del Calvario di Cristo percorso dalla Santa nel suo martirio. Il tutto in mosaico di tessere di marmo policromo, opera dell’artista Silvio Alessandri.

La Madonna del Divino Amore

Il dipinto murale, che ora arricchisce la parete della navata sinistra della chiesa, è stato realizzato da Silvio Alessandri. L’opera è un tocco di colore che movimenta l’ambiente mentre l’impianto centrale è un Madonna in trono con il Bambino che rappresenta una “Maestà” popolare con tutta la sostanza della classicità. Dietro al trono, un tendaggio chiude a sipario il gruppo figurativo centrale; ai lati due angeli adoranti. Sotto queste figure, due siepi fiorite si stagliano sul pavimento quattrocentesco in bianco e nero a suggerire un omaggio floreale alla Madonna. Ai piedi un tappeto rosso sul quale si inserisce la scritta: “Madonna del Divino Amore prega per noi.” In basso, al centro, spicca il monogramma di Maria che si collega graficamente con la colomba dell Spirito Santo, inserita nella parte alta dell’opera; il sole fiammeggiante, al centro dell’architrave sorretto da due colonne in una sorta di tempietto, richiama il conatico di Zaccaria: “Verrà a visitarci dell’alto un sole che sorge.” La complessità della composizione esprime insieme devozione e solennità.

Le nuove vetrate

Le nuove vetrate sulle opere di misericordia corporali e spirituali sono state progettate dal Padre Gesuita Marco Rupnik e realizzate dallo studio romano di vetrate artistiche Giuliani.

Nelle 14 vetrate è riportata la Parola di Dio, infatti le opere di misericordia sono e saranno sempre la sintesi del Vangelo, il test della pratica cristiana, dell’amore e Cristo e al prossimo, il pass per il Paradiso.

  • Dar da mangiare agli affamati
  • Dar da bera agli assetati
  • Vestire gli ignudi
  • Accogliere i pellegrini
  • Visitare gli infermi
  • Visitare i carcerati
  • Seppellire i morti
  • Consigliare i dubbiosi
  • Istruire gli ingoranti
  • Ammonire i peccatori
  • Consolare gli afflitti
  • Perdonare le offese
  • Sopportare con pazienza le persone moleste
  • Pregare Dio per i vivi e per i morti